https://playmode.it/

Having Fun, Seriously

Il West e i rodei hanno sempre suscitato in me un grande fascino: un universo denso di storie, simboli e riti che configurano un’identità e un’estetica chiare e iconiche. Questa identità non è però statica, evolve, riflettendo le persone che la animano. È per questo che sono rimasto affascinato dal lavoro di Anna Ottum: i suoi scatti sul mondo dei rodei ci mostrano proprio come l’archetipo riesca ad essere riconoscibile pur cambiando: https://www.booooooom.com/2024/05/15/photographer-spotlight-anna-ottum/.

Alzi la mano (pun intended) chi è rimasto deluso da come l’AI disegna le mani. No, non siamo i soli: anche KFC, che nel dubbio ci fa una campagna per promuovere le nuove nuggets. Ciliegina sulla torta, la CTA che invita a creare la propria versione in-app tramite l’AI di META. Apprezzo il pensiero laterale: chi l’ha detto che un bug debba sempre limitarci? https://www.instagram.com/kfc/reel/C5jRmnEpaC2/.

Falso mito: i SMM prediligono la comunicazione digital all’analogica. Pen&Paper, la campagna Moleskine lanciata il 22 aprile scorso, esprime esattamente il mio pensiero a riguardo: una comunicazione non preclude l’altra. Date un occhio ai 200 manifesti disegnati a mano ed esposti dal brand: a me ricordano molto la mia agenda: https://www.moleskine.com/it-it/il-mondo-di-moleskine/the-power-of-pen-e-paper/.

Consiglio più che mai la lettura dell’edizione #28 di Una Goccia, la newsletter dedicata al digitale e affini, curata da Priscilla De Pace. Il tema centrale è l’evoluzione del “terzo spazio”, un concetto alla base di molte campagne di brand che offrono esperienze memorabili fuori dagli spazi tradizionali di casa e lavoro, per spostarsi nel “quarto spazio”, riassumibile ad esempio nel portmanteau “coffice”. Come i brand si approcceranno a questo spazio e cosa riusciranno a costruirvi sopra è ancora tutto da scoprire. Personalmente, non vedo l’ora di saperne di più!

Primo: perché ci piacciono i panini. Secondo: per tutto il sentimento che c’è dentro (non ai panini!). Terzo: per l’uso sapiente della luce. Panino Films, casa di produzione di Milano, è la nostra amata crush odierna. Cos’ha di speciale? L’uso sapiente della tecnica, humour e morbidezza, fondato storytelling e un pizzico di follia. Da non perdere (astenersi nostalgici!) il documentario Giuseppe: https://www.paninofilms.com/.

Cose belle incontrate per caso. L’illustratrice vietnamita Camelia Pham. Colori, pattern, geometrie e dettagli che mixano cultura pop e arte tradizionale asiatica: https://www.cameliapham.com.

L’ultimo prodotto del delirio collettivo dei nostri tempi è il primo videoclip ufficiale realizzato con l’AI, nello specifico con Sora, ed è il video di “The Hardest Part” dei Washed Out. Un miscuglio di immagini oniriche più simile a un incubo che a un sogno, visioni oscure, corpi distorti. Di sicuro piacerà agli amanti del nightmarecore, noi invece VOGLIAMO I PROMPT!

Sto amando il progetto di Pablo Delcan “Non-AI generative art model”. Funziona – quasi – come Midjourney, solo che non è un’AI ma Pablo in persona da dietro la sua scrivania che legge, INTERPRETA i prompt degli utenti, e risponde con meravigliose cartoline B&W. “Interpreta” è volutamente in caps lock perché è proprio la sensibilità artistica che sbatte in faccia all’AI che siamo più creativi noi, e che quel “Non” davanti ad AI aggiunge significato, il significato del limite, di chi ha colto una potenzialità laddove sono in tanti a vedere la fine del proprio lavoro. Buon divertimento: https://www.delcan.co/promptbrush.

BrickIt, un’app che utilizza l’IA per riconoscere i mattoncini Lego e suggerire costruzioni, unisce innovazione digitale e gioco tradizionale, offrendo nuove opportunità creative. Tuttavia, se da un lato semplifica la creazione, dall’altro potrebbe limitare l’inventiva, spingendo verso standard predefiniti invece di incoraggiare originalità e creatività, principi fondamentali del mondo Lego.

Surreal. Non solo di nome, ma di fatto, l’azienda inglese che produce cereali ha rotto la quarta parete, con la collaborazione di Rock Soup Media. I co-fondatori, travestiti da ‘”team sales”, hanno preso d’assalto le strade, vendendo personalmente il loro prodotto ai passanti. Un mix perfetto di tradizione e innovazione, con un tocco visivo che non passa inosservato. https://www.buildhollywood.co.uk/work/surreal/